LAVORATORI DELLE POSTE: RESPINGERE LA PRIVATIZZAZIONE RICONQUISTARE DIRITTI

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Il testo del volantino che stiamo distribuendo tra i lavoratori e le lavoratrici della posta:

Lavoratori delle poste:

RESPINGERE LA PRIVATIZZAZIONE RICONQUISTARE DIRITTI

PER UN CONTRATTO CHE MIGLIORI LE CONDIZIONI ECONOMICHE E NON AUMENTI LE DISCRIMINAZIONI.

In questi anni i lavoratori postali hanno visto aumentare i loro carichi di lavoro, le sanzioni disciplinari, le disparità tra colleghi, senza nessun aumento del loro stipendio!

Nessuno scatto d’anzianità, la liquidazione bloccata dal 1997, hanno impoverito la categoria più di altri settori di lavoratori. Non deve essere neppure preso in considerazione un rinnovo del contratto che peggiori le condizioni normative e salariali dei dipendenti, se le proposte di Poste sono inaccettabili (e sono inaccettabili), devono essere rifiutate e i lavoratori informati devono poter decidere se approvarle o respingere con la lotta!

PER IL RITIRO DELLE FIRME DAGLI ACCORDI DEL 25 SETTEMBRE 2015 E 24 FEBBRAIO 2016

Questi accordi sottoscritti, non sono solo inapplicati, sono sbagliati sia per i cittadini italiani sia per i dipendenti postali!

Con questi accordi si è accettato, sia la decisione dell’AGCOM (recapito a giorni alterni regolato per 5200 comuni) sia l’estensione del recapito alternato non regolato per la maggior parte del territorio nazionale. E’ sotto gli occhi di tutti quanto di negativo stia avvenendo in seguito all’attuazione, per il momento solo in alcune regioni, del Piano sul recapito (conosciuto come recapito a giorni alterni) portato avanti da Poste Italiane, piano che avrà delle nefaste conseguenze anche nella logistica ed in tutte quelle che sono definite le “lavorazioni interne”. Centinaia e centinaia di esuberi tra gli addetti al recapito; montagne di corrispondenza non consegnata; servizio del recapito sempre più inefficiente verso un’utenza sempre più in balia di uno sfascio senza fine……..UNA RIORGANIZZAZIONE CHE E’ UNA VERA E PROPRIA DEMOLIZIONE DEL RECAPITO Una scelta discriminatoria nei confronti delle zone più deboli del paese, una scelta che discrimina anche i lavoratori rendendoli diseguali a parità di prestazione!

PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DI POSTE ITALIANE

La scelta di privatizzare Poste è stata una scelta scellerata, Poste deve rimanere un servizio pubblico universale, sociale e accessibile a tutti i cittadini a parità di condizioni!

Chi si illudeva che con la privatizzazione di Poste, venisse garantito il controllo pubblico, era incompetente o in malafede. Ora migliaia di lavoratori o pensionati, piccoli risparmiatori, dovrebbero decidere se è meglio avere dividendi renumerativi delle azioni oppure rinunciare ad un servizio pubblico! Una scelta criminale, che la maggioranza dei sottoscrittori delle azioni non aveva compreso, tanto più per quegli azionisti sono anche dipendenti di Poste e potrebbe vedere in gioco il proprio posto di lavoro. Bisogna bloccare il processo di privatizzazione e imporre che Poste Italiane ritorni sotto al totale controllo pubblico!

OCCORRE INVERTIRE LA DIREZIONE DI MARCIA E LANCIARE UINA MOBILITAZIONE PER OBIETTIVI CHE VADANO IN QUESTA DIREZIONE. UNA LOTTA DI QUESTA PORTATA NON PUO’ ESSERE RINCHIUSA NEL RECINTO DELLE COMPATIBILITA’ E DEI FAV ORI.

Se vuoi scaricare il pdf:

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