INNSE: RIPRENDE LA LOTTA (CHE NON SI E’ MAI FERMATA)

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Nel quasi totale silenzio dell’informazione, la situazione dei lavoratori dell’INNSE, di cui molti ricordano la vicenda dei quattro lavoratori saliti per più di una settimana su un carro ponte, sta diventando sempre più critica. I tentativi della proprietà di dismettere il sito produttivo sono costanti e oggi si evidenziano in modo definito le intenzioni con il progetto di trasferire i macchinari in altra sede.

La storia dello scorso anno la potete leggere su questo articolo del quotidiano La Repubblica. Quello che non leggerete è che in questi giorni, di fronte all’intenzione di cominciare il trasferimento degli impianti, gli operai dell’INNSE, sostenuti da altri lavoratori e lavoratrici assente invece i sindacati, sono riusciti a fermare i camion e, dopo due giorni di blocco, sono arrivati ad un accordo che tampona la situazione.

Di seguito il comunicato dei lavoratori che vi invitiamo a leggere cominciando a scaldare i vostri motori perché è certo che dovremo mobilitarci tutti e tutte nel prossimo periodo per sostenere fattivamente la loro lotta.

 

COMUNICATO DEGLI OPERAI DELL’INNSE (29 novembre 2016)

Dopo due giorni di presidio, davanti alla portineria della Innse, si è concluso il presidio che ha  impedito alle imprese artigiane di smontare una delle grandi alesatrici che il piano aziendale della Camozzi prevede di eliminare.

Ad oggi  il presidio si è concluso con una sconfitta dell’azienda per su questo terreno.

Dopo la conclusione del presidio siamo tornati nella mensa aziendale e da domani mattina continueremo con le nostre quotidiane assemblee in fabbrica.

Quello che stamattina abbiamo ottenuto è che l’azienda si è impegnata, di fronte ai rappresentanti della questura, al ritorno delle  condizioni precedenti il presidio.

Una battaglia per ora è stata vinta, ma la guerra contro il piano aziendale di risanamento va avanti.

Le guardie nere (una dozzina di guardie giurate) presidiano costantemente gli ingressi dell’officina. è necessario affrontare in tribunale i provvedimenti disciplinari che  ancora gravano sulle nostre spalle, ora siamo arrivati alla bellezza di 38 , vanno affrontate in sede legale tutt’e le denunce penali che il padrone ci ha rivolto contro.

Non sono cose di poco conto, la guerra non è per nulla finita ma la battaglia di questi due giorni ha fatto retrocedere il padrone dal proprio intento, grazie all’apporto di tutti i solidali che ci hanno sostenuto attivamente nella nostra lotta, garantendo una presenza continua davanti ai cancelli della fabbrica.

Avremo ancora necessita del vostro contributo per il continuo della nostra lotta.

Vi ringraziamo ancora per la vostra solidarietà.

Grazie da parte di tutti gli operai della Innse.

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