NOTE SUL VOTO AL REFERENDUM: IL VOTO NELLA CITTA’ METROPOLITANA

noNella Regione Lombardia il centro sinistra non ha mai vinto una elezione diretta e anche in occasione del referendum pur essendo al governo in tutti i capoluoghi di Provincia il Si ha prevalso solo a Bergamo Mantova e Monza.

Se Milano ha votato controcorrente, sui 135 comuni della Città Metropolitana solo altri cinque hanno seguito il suo esempio (Arese, Basiglio, Cernusco sul Naviglio,San Donato e Segrate)

Nel Nord Milano molto attivi sono stati i Comitati per il NO, che hanno avuto una larga partecipazione. Questi hanno prodotto una intensa attività di propaganda delle ragioni del NO con numerose assemblee pubbliche, presenza a numerosi mercati e banchetti su tutti i territori. Anche l’Anpi seppure a macchia di leopardo si è mosso nonostante in più comuni ci siano stati problemi interni sulla sua presa di posizione. Solamente molto formale la decisione per il NO della CGIL, che non ha dato luogo ad iniziative perlomeno nell’hinterland.

Come militanti di Sinistra Anticapitalista abbiamo portato il nostro contributo soprattutto nei Comitati per il NO del Nord Milano.

Come hanno votato i Comuni del Nord Milano:

COMUNI

% SI

% NO

BOLLATE

44,97

55,03

CESATE MILANESE

42,39

57,61

GARBAGNATE MILANESE

43,40

56,60

NOVATE MILANESE

48,80

51,20

SENAGO

41,35

58,65

PADERNO DUGNANO

45,64

54,36

BRESSO

44,61

53,39

CINISELLO BALSAMO

45,37

54,63

COLOGNO MONZESE

45,98

58,26

CORMANO

44,12

55,88

CUSANO MILANINO

47,19

52,81

SESTO SAN GIOVANNI

45,98

54,02

In tutti i Comuni del Nord Milano si sono avute percentuali di partecipazione superiori a quelle di elezioni politiche ed amministrative passate con la maggior affluenza a Paderno Dugnano, (75,68%)mentre il distacco maggiore tra SI e NO lo hanno realizzato i cittadini di Cologno Monzese.

A Bollate i cittadini si erano esercitati al NO sulla votazione relativa all’area ZTL (Zona a Traffico Limitato nell’area centrale del comune a pagamento per i non residenti), bocciata giusto un mese prima del voto sulla Costituzione, dove il NO vince senza ombra di dubbio.

A Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo il PD non ha convinto la maggioranza dei cittadini a votare SI

Questo non è un buon segnale per il partito le elezioni della prossima primavera anche se le elezioni amministrative non sono la stessa cosa di un referendum e l’oramai outsider Penati si prepara per il ritorno in politica.

Renzi ha tentato una specie di “voto di scambio” anche con il Patto per la Lombardia, firmato a ridosso del voto referendario ma non con gli stessi risultati di Milano. Soldi per la Pedemontana con il respiro corto, per la depurazione delle acque dei laghi prealpini, per il campus universitario della Statale sulle aree post Expo, per la Città della Salute prevista nelle aree ex Falck di Sesto San Giovanni e per adeguamenti delle strutture sanitarie, non hanno convinto i cittadini dell’hinteland nord accorsi numerosi e incazzati (diversi voti per il NO erano molto visibili con la croce della matita copiativa rafforzata con più passaggi).

Quanto detto per Milano vale anche per la Città Metropolitana , cioè che in questo “referendum sociale” un ruolo fondamentale lo ha giocato il livello di reddito e la situazione personale dei votanti di fronte a una crisi economica sempre più pesante.

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