K-FLEX RADDOPPIA E LASCIA

Da “Il Giorno”

Si chiude con una buona uscita di 42mila euro a testa, dopo 110 giorni di presidio davanti ai cancelli dell’azienda, la battaglia contro la delocalizzazione in Polonia dei 187 operai della K-Flex. Otto milioni di euro, è questa la cifra che l’azienda dovrà mettere a disposizione dei licenziati per evitare la pronuncia sulla violazione dell’accordo sindacale di dicembre, che prevedeva di non chiudere la produzione e di non ritoccare il personale fino a fine 2018. Un patto finito in cavalleria nel giro di poche settimane.

Sabato sera, dopo tre ore di assemblea, le maestranze hanno accettato la proposta di mediazione avanzata dal giudice: hanno detto sì in 135, 25 i contrari. Idem la proprietà, anche la famiglia Spinelli ha accettato la soluzione che, giovedì scorso, ha preso corpo in Tribunale a Monza. Una cifra più che raddoppiata rispetto alla prima offerta messa sul tavolo solo due settimane fa, quando l’incentivo era di 20mila euro lordi a testa, in tutto tre milioni di euro.

«La prima proposta era inaccettabile, ora almeno ci danno la possibilità di guardare al futuro con un po’ meno paura», dicono magazzinieri, addetti alle mescole, tutti fra i 40 e i 50 anni, che hanno fatto grande il marchio casalingo nel mondo, dal 1989, anno di fondazione, a oggi.

Photo credit: Henry Hemming
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