Dopo l’arresto di Norberto Confalonieri (primario del reparto di ortopedia e traumatologia dell’ospedale Gaetano Pini di Milano, accusato di avere promosso l’acquisto di protesi da parte dell’ospedale non un base alla funzionalità terapeutica ma in cambio di favori personali di vario genere) avvenuto a fine dello scorso marzo, un altro potente scandalo si abbatte sulla sanità lombarda.

Dodici tra chirurghi e specialisti vari della area intorno a Monza, sono stati messi agli arresti domiciliari con accuse analoghe a quelle sollevate contro Norberto Confalonieri. Anche in questo caso infatti si tratta di avere favorito l’acquisto e l’utilizzo di protesi di bassa qualità quando non dannose, in cambio di soldi, favori e quant’altro.

Per i particolari della questione potete leggere questo articolo pubblicato sulla edizione online di Repubblica Milano. E’ evidente che questa non è che la punta dell’iceberg di un sistema sanitario che ha al suo centro, con buona pace dell’eccellenza lombarda, non la difesa delle condizioni di salute della popolazione ma bensì il profitto delle multinazionali farmaceutiche, gli interessi economici delle baronie mediche e della sanità privata in generale.

Questi scandali, o meglio questi crimini inumani, che salgono regolarmente agli onori della cronaca milanese (ricordiamo ancora la vicenda dell’ex primario di chirurgia toracica della clinica Santa Rita, Pier Paolo Brega Massone), sono semplicemente degli eccessi all’interno di un sistema marcio e corrotto che drena soldi alle casse dello Stato, cioè dei cittadini, cioè dei lavoratori, per rovesciarli nelle tasche dei soggetti di cui sopra.

La nuova riforma regionale per i malati cronici è un altro passo in avanti in questa direzione e anche il fervore con cui il sindaco Sala si batte per portare a Milano l’Agenzia Europea del Farmaco la dice lunga su quali interessi si vogliono difendere.

Il 5 e 6 novembre prossimi è previsto che proprio a Milano si tenga la riunione del G7 sulla salute. I riflettori saranno accesi sulla nostra città e sul nostro sistema salute. A partire da oggi svilupperemo una serie di approfondimenti utili a denunciare la situazione e a creare l premesse per una larga mobilitazione in difesa della sanità pubblica.

 

 

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