ENTI LOCALI, CCNL: SOTTOSCRITTA NELLA NOTTE PESSIMA IPOTESI DI ACCORDO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo


COMUNICATO STAMPA

Enti locali, CCNL: sottoscritta nella notte pessima ipotesi di accordo

Luca Marchi (Potere al Popolo): “Siamo al paradosso di un contratto nazionale che un anno dà e l’anno dopo toglie”

Milano, 21 febbraio 2018 – E’ stato sottoscritta nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2018 l’ipotesi di CCNL per il comparto delle Funzioni locali (Regioni, Comuni, Province, Città metropolitane e loro aggregazioni). L’intesa è stata siglata dalle confederazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e CSA e da ARAN per i datori di lavoro.

Trovo veramente scandalosa l’ipotesi di contratto nazionale siglata per il comparto delle Funzioni locali – ha detto Luca Marchi, candidato capolista per Potere al Popolo nel collegio plurinominale Lombardia 1-04 (Camera dei deputati). – Dopo ben nove anni di attesa, i lavoratori e le lavoratrici vedranno un aumento medio in busta paga di appena 62 euro al mese lordi. C’è poi un ‘elemento perequativo’ che vale ulteriori 23 euro al mese, ma che si applica solo da marzo a dicembre del 2018. Siamo al paradosso di un contratto nazionale che un anno dà e l’anno dopo toglie! Un contratto che contiene una ‘mancetta elettorale’, a doppio uso: le elezioni politiche imminenti e le elezioni delle Rappresentanze sindacali previste per aprile. Il partito dell’Uomo Qualunque di Achille Lauro dava la scarpa sinistra prima del voto e quella destra dopo il voto. Con questo contratto, governo e sindacati firmatari danno un paio di scarpe prima e ne tolgono una dopo!”
Mi pare evidente che un’ipotesi di contratto nazionale come quella firmata per gli enti locali – ha concluso Luca Marchi – non può garantire l’adeguamento dei salari al costo della vita. Il mio auspicio è che i lavoratori e le lavoratrici boccino questo testo nelle assemblee. Occorre rimettere in piedi un movimento dei lavoratori degno di questo nome, che si sbarazzi dei sindacati complici e che rivendichi obiettivi generali, a partire dal ripristino della scala mobile sui salari, come indica il programma di Potere al Popolo.”

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