CITTA’ STUDI: UN SECOLO PER FARLA, UN PATTO PER DISTRUGGERLA

Riportiamo un articolo del comitato per Città Studi pubblicato sul blog Salviamo Città Studi.

Città Studi si presenta oggi come un insediamento universitario integrato nella città. Riprendiamo le parole che il professor Balducci e il suo staff del Politecnico di Milano usano per descrive Città Studi nel loro rapporto “Città Studi cambia”. Scrivono dal Politecnico, dipartimento di architettura e studi urbani: “Dall’epoca della sua fondazione fino ai giorni nostri, la storia di questa parte di città si è andata saldamente radicando al territorio, trasformandolo da spazio ai margini dell’urbano a quartiere semi-centrale, che attorno alle funzioni universitarie ha consolidato tessuti urbani novecenteschi di qualità, con funzioni residenziali, commerciali e di servizio privato diffuse, e funzioni pubbliche locali e sovralocali. Al centro di questo dinamico e articolato settore di città, l’insediamento universitario di Città Studi è dunque l’esito di un secolo di trasformazioni spaziali, di processi articolati in cui hanno ovviamente giocato un ruolo importante fattori locali e sovralocali, in particolare legati ai modelli di didattica e di ricerca che nel tempo hanno trovato codificazione in leggi statali e programmi/progetti di sviluppo degli insediamenti universitari.

E ancora: “Integrata nella città consolidata, Città Studi è il luogo in cui si riversano ogni giorno migliaia di studenti , docenti e personale tecnico amministrativo delle università, oltre agli addetti e  agli utenti dei due istituti ospedalieri, del CNR e delle altre funzioni presenti nell’area. L’accessibilità è garantita dallapresenza di una delle più importanti stazioni ferroviarie della città, quale la Stazione di Lambrate, che serve in particolare i pendolari alla scala regionale, mentre dal punto di vista della accessibilità nazionale, ovviamente la Stazione Centrale e la Stazione Garibaldi, connesse tramite la linea metropolitana verde che ha due stazioni nell’area (Lambrate e Città Studi – Piola ndr -), garantiscono una ottima accessibilità. Essa è completata recentemente a sud, a circa due chilometri dall’attuale Campus, dalla recente apertura della nuova stazione del sistema ferroviario regionale Forlanini, snodo futuro importante anche per la connessione con la nuova metropolitana 4, che collegherà la città all’aeroporto di Linate, dotazione rilevante nella accessibilità internazionale e che fa di Città Studi l’insediamento più vicino ad un aeroporto.

Smentiamo quindi con queste parole scritte nel rapporto del Politecnico quelle dei candidati alla Presidenza della Regione Lombardia Attilio Fontana e Giorgio Gori che – in perfetta sintonia di pensiero – provano a dare un’immagine della Città degli Studi milanese degradata, con problemi di sicurezza e inadatta alla permanenza dei dipartimenti scientifici della Università Statale.

Consigliamo invece loro di guardarsi il video, sempre del Politecnico, preparato per il prossimo Open Day dedicato agi studenti delle scuole superiori.

Consigliamo loro poi di pensare al sito Expo, di andare a farsi un giro nel comune di Baranzate e di provare a riflettere su dove stanno di casa i veri problemi e cosa possono fare per risolverli, senza distruggere un quartiere vivo e vitale come il nostro.  Come dice il rapporto del Politecnico, l’insediamento universitario di Città Studi è  l’esito di un secolo di storia che ha portato alla creazione di un insediamento universitario integrato nella città e – diciamo noi residenti – una delle eccellenze di Milano che una sciagurata politica urbanistica sta tentando di distruggere.

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