MANCANZA DI PERSONALE: I LAVORATORI DI TRENORD IN SCIOPERO

di Giorgio Simoni

E’ pienamente riuscito, in Lombardia, lo sciopero dei ferrovieri della società Trenord, indetto dal sindacato OR.S.A. per otto ore, dalle 9 alle 17 di oggi mercoledì 21 marzo. Altissima l’adesione di macchinisti e personale viaggiante: si arriverebbe al 99% di convogli cancellati, secondo quanto dichiarato dalla organizzazione sindacale, alla quale sono iscritti quasi il 40% dei lavoratori della compagnia ferroviaria.

Nel comunicato di indizione dell’agitazione, OR.S.A. ha denunciato che Trenord non rispetterebbe i contratti nazionali e aziendali e non pianificherebbe un sufficiente numero di inserimenti lavorativi in grado di assicurare la regolarità del servizio. Mancherebbero infatti centocinquanta macchinisti e cento capotreno.

«I turni di lavoro – si legge nel testo – vengono elaborati prevedendo uno straordinario programmato. Una palese violazione contrattuale nonostante Trenord, abbia già un significativo recupero di produttività derivante dal Contratto di Lavoro Aziendale che, in deroga al CCNL della Mobilità Area Attività Ferroviaria, prevede che l’equipaggio su tutti i treni, anche quelli notturni, sia composto da un solo Macchinista e da un solo Capo Treno».

Turni di 10 ore

Tra le cause del malcontento, dunque, turni che contengono servizi sino a 10 ore di lavoro, il mancato rispetto del riposo minimo giornaliero e della pausa per il pasto.

Il tema degli eccessivi carichi di lavoro del personale di Trenord era stato sollevato, nello scorso mese di ottobre, anche dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, in un rapporto di audit che aveva contestato numerose violazioni alla società di trasporti partecipata da Regione Lombardia e da Trenitalia.

In particolare, si legge nel rapporto, «si è riscontrato che 337 agenti (condotta e accompagnamento treni) nell’arco dell’anno 2016 hanno superato in maniera significativa il limite massimo di 250 ore di lavoro straordinario annuo previsto dall’articolo 18 del CCNL e dal decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66». Altra contestazione riguarda «il mancato rispetto dei limiti di riposo minimi tra i turni successivi (11 ore) e settimanale (35 ore)». Per entrambe le casistiche «non c’è evidenza di analisi [da parte di Trenord] delle cause delle anomalie e di azioni correttive adottate atte ad evitarne la reiterazione».

Non a caso, nelle ultime settimane, a prescindere dallo sciopero di oggi, molto numerose sono state le cancellazioni di treni decise dall’azienda stessa, con motivazioni non ufficialmente rese note, ma che evidentemente risiedono anche nella mancanza di personale.

Non solo in Italia lottano i ferrovieri

I lavoratori dei trasporti restano uno dei settori più combattivi dal punto di vista sindacale, non solo nel nostro paese.

In Francia è scontro aperto tra i ferrovieri e il presidente Emmanuel Macron, che ha annunciato di voler cancellare una serie di diritti acquisiti, tra cui quello al pensionamento anticipato. La maggior parte dei sindacati del settore si è unita a uno sciopero dei dipendenti del settore pubblico programmato per giovedì 22 marzo, ma sono in programma iniziative ancora più dure: una settimana di agitazione, a partire da aprile, a rotazione, con uno sciopero di due giorni ogni tre giorni.

In Grecia lo scorso 6 marzo tutte le tratte ferroviarie sono rimaste bloccate da uno sciopero di 24 ore per protestare contro la privatizzazione della società di manutenzione del materiale rotabile e la mancanza di personale.

In Gran Bretagna i temi della sicurezza, in particolare le funzioni dei capotreno, hanno portato i lavoratori di due compagnie ferroviarie, South Western Railway (SWR) e Greater Anglia, a votare massicciamente in favore di ulteriori azioni di lotta, compreso lo sciopero, nell’ambito di una vertenza aperta da diversi mesi.

In India, a Bangalore, città di 8,4 milioni di abitanti nello stato sud-occidentale del Karnataka, uno sciopero a tempo indeterminato dei lavoratori della metropolitana, che avrebbe dovuto cominciare il 22 marzo, è stato annullato in seguito ad un ordine del tribunale, che ha disposto una dilazione di trenta giorni, durante i quali dovrà essere tentata una mediazione. Le richieste degli oltre duemila lavoratori coinvolti riguardano diversi temi, tra cui l’aumento dei salari e il riconoscimento delle organizzazioni sindacali.


Sulla situazione in Francia, vedi anche l’appello unitario per la difesa dei servizi pubblici e in solidarietà con i ferrovieri e le ferroviere (in francese).

Photo credits: Train Photos
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