GIU’ LE MANI DALLA RI-MAFLOW

Comunicato di Sinistra Anticapitalista di Milano

 

L’arresto di Massimo Lettieri, presidente della cooperativa Rimaflow, avvenuto due giorni fa nell’ambito di un bliz contro il traffico di rifiuti in Lombardia, è una vera e propria provocazione e come tale va denunciata.

Tecnicamente non sappiamo come siano andate le cose ma appare già evidente sia dal comunicato dei lavoratori e delle lavoratrici della Rimaflow, ma anche dagli stringati resoconti apparsi sulla stampa milanese, che la cooperativa Rimaflow non solo non è stata complice di alcun traffico di rifiuti, ma è stata oggetto di una vera e propria truffa da parte di personaggi ambigui se non loschi.

In Lombardia, come in molte altre zone d’Italia, sui rifiuti e sul loro smaltimento si muovono interessi legati a settori criminali anche potenti e negli ultimi tempi ben più di un deposito di materiale tossico ha preso “incidentalmente” fuoco nella regione.

I compagni e le compagne della Rimaflow, che dopo la cessazione della produzione della fabbrica si sono presi in carico il riutilizzo dell’area e delle strutture che essa occupava, hanno cercato di costruire la loro attività e il loro reddito proprio su questo terreno, proprio per contrastare chi sui rifiuti costruisce morte e speculazione.

Accusarli di fare parte di una associazione a delinquere finalizzata allo smaltimento clandestino di rifiuti tossici è al di fuori della realtà.

Gravi sono anche le dichiarazioni del sindaco piddino di Trezzano sul Naviglio che, dopo una continua e incessante attività volta a creare ogni forma di ostruzionismo alla esperienza della Rimaflow, vorrebbe ora darle il colpo finale.

Sospetto è infatti il modo con cui la notizia su questa vicenda è uscita il primo giorno sulla stampa tutta. Di nove arrestati e dodici indagati, l’unico nome che è stato strillato negli articoli e nei titoli è solo quello del compagno Lettieri, arrestato in modo clamoroso mentre era in vacanza in Calabria. Di tutti gli altri nulla.

Forse, come scritto dal Corriere Milano riportando la dichiarazione di un lavoratore della Rimaflow, è stata commessa un’imprudenza ma, ne siamo sicuri e con noi migliaia e migliaia di persone che la Rimaflow conoscono bene, è certo che i compagni e le compagne di Rimaflow non solo non hanno responsabilità alcuna, ma anzi sono tra le vittime di questa vicenda.

Massima solidarietà alla Rimaflow!

Massimo Lettieri libero subito!

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