NON INQUINARE E’ MEGLIO CHE INQUINARE MENO

Di Maurizio Attanasi.

Si accende il dibattito sulla riconversione dell’inceneritore tra Sesto e Cologno.

Il Collettivo d’Azione Territoriale di Cologno M.se, di cui Sinistra Anticapitalista è uno dei promotori, dopo aver affrontato il tema dei servizi sociali (sotto attacco per tagli e incuria da parte dell’amministrazione comunale), continuato l’attività nella rete antifascista colognese, aver tappezzato la città con manifesti contro la finanziaria giallo-verde ha attirato l’attenzione sul processo di trasformazione dell’inceneritore.

Si tratta di un impianto al confine della città, impianto cui Cologno e altri comuni conferiscono i propri rifiuti e che gestisce attraverso una società partecipata.

Ora a termine del ciclo di utilizzo, la decisione non è stata quella di chiudere l’impianto e bonificare la zona, che oltretutto è a due passi dal fiume Lambro e vicino al parco ella media Valle del Lambro.

Per una serie di motivazioni di carattere economico, si è deciso un progetto di riconversione.

Ed è stata proprio questa scelta ad allertare dapprima il neonato comitato Descantes di Sesto e poi il collettivo colognese, che proprio con il comitato Descantes ha organizzato una serata informativa, visto che a Cologno l’amministrazione fascio-leghista non ha ritenuto doveroso informare i cittadini su una questione cosi importante per la salute e l’ambiente.

Si è tenuta una riuscita serata di controinformazione grazie anche al supporto di esponenti di Medicina Democratica.

L’iniziativa ha richiamato l’attenzione della stampa locale e dei politici non solo locali, tanto che il presidente della commissione ambiente della regione, il leghista Pase, frequentatore della giunta colognese, ha deciso di rispondere con un’intervista in cui oltre a magnificare i risultati in termini di riduzione dell’inquinamento ha accusato l’iniziativa del collettivo come un tentativo di inutile polemica.

Al politico leghista, ovviamente non abituato come tanti amici di partito al confronto, C.A.T. ha prontamente risposto in termini politici, rimandando agli esperti la confutazione dei presunti benefici, ricordando un semplice concetto politico : alla vigilia di una catastrofe ambientale come quella in cui ci troviamo,  causate alle politiche capitalistiche, la soluzione è una sola  quella di non INQUINARE , per cui l’unica soluzione per il benessere dei cittadini e dell’ambiente è la bonifica del terreno.

Il collettivo continuerà nella sua opera di controinformazione  e di collaborazione con il collettivo Descantes con l’obbiettivo dei informare i cittadini sulle reali conseguenze del processo di trasformazione dell’impianto e contrastare la realizzazione del progetto.

Cologno Monzese 1 maggio 2019

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