SESTO SAN GIOVANNI E I BUONI ALIMENTARI COVID

di Sinistra Anticapitalista di Sesto San Giovanni

La Giunta di Sesto San Giovanni ha emanato un provvedimento general-generico con cui individua in via prioritaria (non esclusiva) 4 tipologie di persone a cui destinare il contributo che sarà di 100€ per ogni componente il nucleo familiare fino ad un massimo di 500€.

Le categorie sono:  

1) chi ha perso il lavoro a causa della crisi Covid -19 (tale condizione andrà descritta ed auto certificata tramite il modulo “Domanda di accesso ai “Buoni alimentari”); 

2) chi ha visto sensibilmente ridotto il proprio reddito a causa della riduzione dell’orario di lavoro a causa del crisi Covid -19 (tale condizione andrà descritta ed auto certificata tramite il modulo “Domanda di accesso ai “Buoni alimentari”);

 3) chi ha visto sensibilmente ridotto il reddito complessivo familiare a causa di Covid 19; 

4) cittadini posti in cassa integrazione la cui liquidazione è differita nel tempo generando causa di mancata liquidità.  

Sono collocati in seconda battuta (in via residuale dice il bando) coloro che percepiscono altre forme di sostegno al reddito (RdC, REI, Naspi, Cig, indennità di mobilità ecc.). Non vengono richiesti documenti particolari ma la compilazione del modulo di richiesta vale come autocertificazione.

Nel bando si dice che il reddito è un criterio di assegnazione ma la sua determinazione avviene chiedendo al compilatore di indicare genericamente quanto percepiva prima dell’emergenza e quanto percepisce ora il suo nucleo famigliare. A questo si aggiunge la richiesta di precisare a quanto ammonta il suo conto in banca (anche qui senza ulteriore precisazione sulla tipologia del deposito bancario).

Non si chiede, inoltre, se l’interessato è in casa in affitto o di proprietà, se deve pagare mutui o far fronte a rate di prestiti (ad esempio per cure sanitarie) o altre informazioni di questo genere. Non viene chiesto se ci sono disabili o persone che necessitano di assistenza particolare nel nucleo famigliare. Non si chiede nulla circa le proprietà immobiliari. 

E’ richiesta, invece, la residenza a Sesto San Giovanni (per cui, ad esempio, i lavoratori in trasferta bloccati in città e che magari hanno perso pure il posto di lavoro subendo la criminalizzazione di essere considerati untori per il famoso assalto ai treni, sono di fatto esclusi dal beneficio). Il modulo si può compilare solo on-line, escludendo quindi chi non ha dimestichezza con le tecnologie

I fondi vengono assegnati in ordine di presentazione della domanda e fino ad esaurimento delle risorse disponibili. 

Di fatto, è una corsa contro il tempo per accaparrarsi il contributo. 

Il Comune non ha messo a disposizione un servizio di consulenza telefonica per la compilazione del modello nonostante diversi lavoratori del Comune siano in stand-by per la chiusura dei servizi.

Unione Inquilini prova ad ovviare a questa grave carenza mettendo a disposizione i suoi volontari che dal lunedì al sabato in alcune fasce orarie raccoglieranno le richieste telefonicamente e compileranno il modulo per chi non può farlo da sé.

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