Il 18 aprile Milano sarà sfregiata da una manifestazione razzista. La Lega di Salvini e della sua degna socia Sardone, promuove una iniziativa di piazza sotto l’ombrello del gruppo europeo dei Patrioti. Addirittura un corteo che muoverà da Porta Venezia per raggiungere il Duomo percorrendo la stessa strada della manifestazione del 25 aprile. Un insulto è il meno che si possa dire. I temi su cui lanciano questa provocatoria iniziativa hanno via via virato di fronte al clamore e alle proteste che si sono sollevate. Partiti con un lancio sulla remigrazione, cioè sulla espulsione di massa degli immigrati dal nostro paese, e quindi con un volto più che fascista, hanno poi assunto parole d’ordine antieuropee mantenendo in sottofondo le problematiche legate alla presenza degli immigrati e delle immigrate nel nostro paese.
Un tentativo insomma da una parte di cogliere il momento di difficoltò attraversato da Fratelli d’Italia della Meloni a seguito della batosta referendaria, referendum in cui la Lega ha messo poco impegno, dall’altra di recuperare terreno rispetto alle pressioni messe dalla scissione del fascistissimo Vannacci.
La Milano antirazzista e antifascista non starà però a guardare. Oltre a numerose prese di posizione anche istituzionali contro la concessione della piazza a questi figuri, sono convocati alcuni appuntamenti di mobilitazione per circondare simbolicamente l’iniziativa leghista. Vi sarà un concentramento alle 14 a Piazza Lima e in contemporanea uno a Piazza Tricolore. Un terzo appuntamento verrà dato dalle organizzazioni palestinesi. Tutti e tutte poi daranno vita ad un unico corteo per ribadire a Salvini che la nostra città non tollera razzisti e fascisti.
Riproduciamo a seguito l’appello che convoca la mobilitazione:

MILANO È MIGRANTE
FUORI I RAZZISTI E FASCISTI DA MILANO
Sabato 18 aprile mobilitazione diffusa.
Milàn, si sa, l’è on gran Milàn.
È grande perché è casa di molti popoli: non solo i Brambilla, ma Greco, Radu, Garcia, Murat, Diop, famiglie arrivate dal Sud Italia, dal Mediterraneo, da oltre oceano e dai Balcani.
A Milano si parlano cento lingue, si mangia polenta ma anche cous cous, zighinì, arroz chaufa, mafe, spaghetti di soia e nigiri.
Si ascolta Jannacci ma anche salsa, afrobeat, reggaeton, hip hop, trap e K-pop.
Milano è tutto questo. Altrimenti non esiste.
La risposta della Lega e delle destre europee è la “remigrazione”: un eufemismo per rendere digeribili deportazioni di massa, come nei manifesti nazisti ieri, e oggi nelle cancellerie europee con il nome di rimpatri.
La destra indica nei giovani e nelle persone straniere i responsabili dell’insicurezza, ma l’Italia ha il più basso tasso di delinquenza minorile in Europa.
La violenza di genere è diffusa e non ha una matrice etnia: femminicidi e aggressioni avvengono sempre più spesso nelle relazioni di coppia e all’interno delle famiglie.
La vera fonte dell’insicurezza e delle paure sono altrove, si chiamano povertà, caro affitti, sfruttamento del lavoro e dell’ambiente, difficoltà di accesso alle sanità e alla scuola pubblica.
In Italia chi manifesta dissenso contro le crescenti ingiustizie viene punito sempre più duramente, sulla strada, nelle piazze, nelle carceri e nei CPR.
Le forze di destra e di estrema destra in tutta Europa preferiscono alimentare la paura e investire nella repressione invece che garantire condizioni di vita adeguate a tuttə, giovanə, anzianə e a chi fugge da guerre e povertà. Ne è la dimostrazione palese il nuovo patto Europeo per l’Immigrazione e l’Asilo, il suo Regolamento Rimpatri vuole rendere il nostro paese e l’Europa intera, alla stregua degli USA dell’ICE azzerando i diritti per le donne e gli uomini che arrivano sul nostro continente, attivando raid e deportazioni di massa in barba a qualsiasi convenzione sui diritti umani.
Non vogliono difendere le persone comuni, ma i potenti, una casta di depravati, gli uomini più ricchi del pianeta che investono nella guerra e nelle tecnologie della sorveglianza.
Che paura restare da sol* con i Salvini pagati da Bannon e legati agli stupratori pedofili amici di Epstein.
Che paura restare con i ladri della Lega che devono ancora restituire 49 milioni allo Stato.
Che paura restare con le Bongiorno che non difende il consenso contro lo stupro, con i Fontana che svendono sanità pubblica e case popolari costringendoci ad aspettare mesi per una visita o a vivere per strada.
Giù le mani da compagn3 di scuola e università, da student3 e professor3, da vicin3, collegh3, ristorator3, infermier3, OSS, medic3, artist3 e da ogni abitante di questa città.
Giù le mani dai popoli di Milano.
Sabato 18 aprile ci troviamo alle 14 a Piazza Lima
Perché le uniche cose da remigrare sono la violenza, il razzismo, la repressione, la guerra, lo sfruttamento, il fascismo e tutte le forze che li sostengono.


