SESTO SAN GIOVANNI: NESSUNA SOLUZIONE PER I SENZA CASA

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di Giovanni Urro

Ho dovuto mettere in mezzo le vacanze per rispondere senza tema di essere denunciato a questa dichiarazione del vicesindaco, nonché (ahinoi…) assessore alla Casa Andrea Rivolta.

Il tempo è galantuomo ed anche in questo caso, purtroppo, non si smentisce. Dico purtroppo perché delle tre famiglie cui si millantava (a luglio) di aver trovato collocazione abitativa, ne ho incontrata una proprio settimana scorsa ma non nel contesto che avrei voluto. La persona in questione, la ultrasettantenne Filomena, anima e core dell’occupazione di viale Italia, una delle persone a cui era stata garantita una soluzione d’emergenza, una soluzione effettivamente l’ha trovata ma ancora una volta ha dovuto provvedere da sé. La signora ha trovato ospitalità presso l’edificio occupato subito dopo lo sgombero di viale Italia, in via Sacco e Vanzetti. Ma come? Non si era trovata una roboante soluzione per i tre nuclei famigliari già a luglio??? Dove sono finite le trombonate strombazzate nel comunicato qui di seguito? La verità è che la signora in questione, dopo essere stata allontanata dalla Casa Rossa Rossa di viale Italia, è stata caldamente invitata a recarsi a casa di parenti in Campania con la promessa che al ritorno a Sesto avrebbe trovato collocazione in un alloggio. Per il momento una collocazione l’ha trovata ma per iniziativa propria e solidarietà di altri senza casa in lotta come lei: nell’edificio occupato di via Sacco e Vanzetti. Attendo fiducioso che almeno prima della campagna elettorale la signora possa avere quella dignità abitativa che spetta a lei come a ciascun essere umano.

Per il resto: Sinistra Anticapitalista rivendica con orgoglio il ruolo di vicinanza e solidarietà avuto nelle occupazioni di edifici dismessi e abbandonati presenti in gran numero sul territorio, dall’ex Impregilo in viale Marelli, all’ex Alitalia in via XXIV Maggio, alla Casa Rossa Rossa di viale Italia sino all’attuale occupazione di via Sacco e Vanzetti. Il persistere di iniziative simili denuncia due crimini: il primo è sicuramente la diffusione nel perimetro urbano di edifici abbandonati alla mercé esclusiva dei vandali e dei ladri di rame, utili solo a far quadrare i bilanci delle società che ne detengono la proprietà ma senza nessun effettivo beneficio per la nostra comunità (anzi… fatevi una passeggiata sotto i maleodoranti portici di viale Marelli tornati pisciatoio pubblico subito dopo l’occupazione e poi ditemi il senso dello sgombero allora effettuato). In secondo luogo, il ripetersi delle occupazioni denuncia la mancanza di una seria programmazione delle politiche per la Casa. Si tratta di un’omissione cinica verso i più deboli, soprattutto con l’aggravarsi e il persistere della crisi economica. Come cinico e spregiudicato è il lavoro di chi da una parte vende gli appartamenti pubblici e/o non muove un dito affinché gli enti preposti (ALER) assegnino gli appartamenti chiusi presenti sul territorio comunale, dall’altra spinge gli sfrattati a trovare soluzioni “temporanee” presso parenti ed amici. (Ponzio Pilato agiva con eleganza maggiore).

Di questo Rivolta si lagna, del fatto che gli sfrattati abbiano preferito riprendere un cammino di lotta e di rivendicazione dei propri diritti invece che affidarsi all’ospitalità (pur lodevole) di parenti ed amici. Ebbene, se questa è una scelta scellerata che abbiamo avuto modo di contribuire a determinare, sì! Certo! Rivolta ha ragione: siamo degli scellerati! Continueremo, pertanto, a sostenere la lotta per il diritto alla Casa sul nostro territorio perché crediamo che l’abitare in un alloggio confortevole sia presupposto ineludibile e irrinunciabile della dignità di qualsiasi essere umano

Questo il comunicato di Rivolta

Sgombero casa rossa, Rivolta: Sesto ha fatto la sua parte
specchiosesto  15/07/2016

Casa-rossa-occupata“L’Amministrazione comunale ha trovato una soluzione per le tre famiglie sestesi con minori, in totale 13 persone, alloggiandole in emergenza. Ci è stato chiesto di prendere in carico anche famiglie di altri comuni, ma in un momento di emergenza degli alloggi come quello che stiamo vivendo ogni amministrazione deve fare la parte che le compete”.
Con queste parole, il vicesindaco Andrea Rivolta ritorna sulla questione dello sgombero della Casa rossa di viale Italia: “Rimango convinto – prosegue Rivolta – che il Comitato di gestione della casa rossa, l’Unione Inquilini e la Sinistra Anticapitalista, che hanno gestito l’occupazione, hanno preso decisioni scellerate, che invece di aiutare chi è in difficoltà ne hanno aggravato i problemi.
Sono stati introdotti fino all’ultimo momento prima dello sgombero nuclei familiari che già avevano trovato una soluzione alternativa, facendoli ripiombare nell’emergenza, e si è in qualche modo accelerato lo sfratto di una famiglia che poteva essere rinviato.
Gestendo in questo modo la situazione si è fatto un uso strumentale dei problemi delle persone, puntando ad aggravare la situazione anche quando non ce ne sarebbe alcuna necessità.
Queste scelte non aiutano a trovare soluzioni ad un problema drammatico come quello della casa e, anzi, rischiano di aggravare e mettere in seria difficoltà anche le politiche di tutela delle famiglie con figli minori che, fino ad ora, sono state garantite dall’Amministrazione comunale.
Se le modalità delle sigle che si sono riunite nella gestione della Casa rossa rimanessero quelle irresponsabili che abbiamo potuto vedere negli ultimi giorni, con la volontà di soffiare sul fuoco del disagio e mettendo sotto pressione gli uffici sia professionalmente sia economicamente, il rischio è quello di arrivare presto alla impossibilità di sostenere gli interventi di tutela che oggi stiamo faticosamente portando avanti”.

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