COLOGNO MONZESE E VIRUS

Gli uomini di Salvini, a fine mandato, hanno gestito con il solito acume l’emergenza nel comune alle porte di Milano. Quando i numeri sono cresciuti in maniera decisa nella provincia milanese Cologno è stato tra quelli con il maggior numero di contagiati.

Lontano dal cercare qualsiasi analisi seria (ad esempio il fatto che Cologno sia un centro di smistamento di pendolari con le sue tre fermate della metropolitana, e la fermata di Cologno Nord centro anche di numerose linee extra urbane) gli amministratori colognesi hanno seguito la pancia della gente praticando la caccia all’untore runner, o al colpevole individuo che va in giro ad infettare il prossimo mentre porta a spasso in solitudine il cane. E quindi ecco il primo cittadino leghista invocare l’esercito, prontamente accontentato mentre i dati della sua polizia locale dimostrano che i cittadini colognesi sono disciplinati come il resto dei lombardi.

Nel frattempo avevamo assistito alla distribuzione “pelosa” da parte di un consigliere regionale leghista di mascherine, quelle che forse nei giorni precedenti il governatore e l’assessore regionale avevano criticato, in tutti i comuni guidati dal Carroccio con tanto di fotografo al seguito per poi postare col simbolo di partito le foto su Facebook.

Con il “buono spesa” dal governo Conte è stato assegnato al comune di Cologno lo stanziamento di € 257.000 e rotti . Il comune ha tardato nell’emanare la delibera con gli indirizzi per l’assegnazione e ha istituito una procedura decisamente farraginosa e complicata per ottenere l’assegnazione del buono. Viene richiesta la presentazione di una folta documentazione che risulta difficile se non impossibile procurarsi data la situazione di chiusura o contingentamento di uffici vari.

Dalla stessa delibera sono state escluse alcune situazioni molto critiche come i precari, i disoccupati o i lavoratori in nero. Aver compreso poi anche le attività commerciali che beneficeranno di altre misure da parte del governo, rappresenta per noi una scelta sbagliata. Sui “buoni spesa” si poteva/doveva agire diversamente p.es. limitandosi alla compilazione di una semplice autocertificazione firmata (e quindi con pieno valore legale) chiarendo che in caso di dichiarazione mendace si va incontro a grossi problemi da parte del presentatore della domanda, riservandosi poi, in un tempo successivo e più “normale”, la possibilità di un rigido controllo a campione della veridicità delle autocertificazioni o la possibilità di una successiva presentazione di documenti a sostegno della domanda, questa la scelta di altri comuni.

Ultima chicca: la spesa a giorni alterni per ordine alfabetico. Adottata in comuni di dimensioni più piccole, a Cologno sembra l’ennesima misura strombazzata ma inconcludente, adatta più a cercare il consenso che a perseguire una qualche efficacia. Farlo solo per tre giorni su sette, in un ambito in cui non c’erano folle oceaniche assemblate ma file ordinate è l’ennesima scusa per esibire poliziotti e vigili che chiedono documenti e limitano la libertà.

Insomma anche in questa situazione di assoluta emergenza i signori della Giunta di Cologno Monzese confermano la loro natura : prendono provvedimenti solo propagandistici di esibizione securitaria e di efficacia nulla.

Sinistra Anticapitalista di Cologno Monzese

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