ARRESTI E PERQUISIZIONI, PIENA SOLIDARIETA’ AL SI COBAS E AGLI OPERAI DELLA TNT-FEDEX

Apprendiamo da un comunicato che questa mattina 25 operai della Tnt-Fedex sono stati portati in Questura, dopo perquisizioni in casa, mentre due coordinatori del Si Cobas, Carlo ed Arafat, sono stati arrestati ai domiciliari con accuse di resistenza aggravata.

L’azione repressiva segue gli straordinari scioperi alla Tnt tra gennaio e febbraio di quest’anno, durati 13 giorni, contro l’arroganza della FedEx, che si conclusero con un accordo in Prefettura.

Nella mattinata fuori dalla Questura di Piacenza si sono raggruppati compagni e solidali.

Nelle prossime ore sono attese maggiori informazioni sulla situazione e sulle iniziative da mettere in campo.

Sinistra Anticapitalista esprime piena solidarietà e vicinanza ai compagni arrestati e al Si Cobas e si rende pienamente disponibile per le azioni di sostegno che verranno decise.

L’acquisizione di TNT da parte di FedEx, approvata dalla Commissione UE, e l’integrazione della rispettive reti, ha creato esuberi sia nel personale operativo che amministrativo.

Fedex ha annunciato l’intenzione di ridurre la sua forza lavoro di ben 6 300 unità. Scioperi e iniziative operaie si sono avute, oltre che in Italia, anche a Liegi, in Belgio, già sede di un hub della rete di Tnt, che Fedex intende relegare a un ruolo secondario.

Nel nostro Paese, la lotta contro la riduzione del personale si è aggiunta a precedenti vertenze sindacali, queste ultime oggetto di un accordo siglato presso la Prefettura di Piacenza dopo uno sciopero durato ben 13 giorni.

Nel corso dello sciopero, promosso e organizzato dal Si Cobas, la sera del 1° febbraio la polizia era intervenuta duramente per tentare di impedire lo svolgimento dei picchetti.

Secondo la testata Piacenzaonline, le accuse ora mosse nei confronti nei confronti di esponenti del Si Cobas di Piacenza e di membri del collettivo Controtendenza sono di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesione personale aggravata e violenza privata.

Oltre alle denunce e agli arresti domiciliari, l’azione repressiva si articola in 5 divieti di dimora, sanzioni per oltre 13 mila euro e nell’avvio di procedimenti per la revoca del permesso di soggiorno.

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